Il foco affamato

AutoreMarco
Titolo: Il foco affamato.

C’era una volta un bel gruppetto di amici inseparabili, protagonisti di tante imprese buffe di quelle che in gioventù accadono con una certa frequenza.
Fra questi ragazzi alcuni possessori di regolare licenza per cacciare.
Altri che si univano a questi ma solo per il piacere di stare in compagnia, magari per burlarsi allegramente di chi falliva la preda o manifestare compiacimento a chi riusciva a tornare con il trofeo.
Per la gioia di accendere un bel fuoco, scaldarsi mentre il freddo dell’inverno imminente o non ancora estinto si faceva sentire per cuocere sulla brace salsicce o altra carne che si era caricata nell’organizzare la grande battuta.
Così quella domenica di buon’ora alle prime ore del’alba il drappello di amici radunatisi con due vetture cariche di ogni cosa necessaria al caso si dirigevano verso i boschi del monte.
Giunti sul posto, mentre i cacciatori liberavano i cani e armati i fucili seguiti da un scio di amici come scudieri andavano ad appostarsi.
Quelli rimasti fuori della battuta si preoccupavano senza affrettarsi giacché di tempo ce ne era da far trascorrere di raccogliere fuscelli, rami secchi e pietre per preparare un bel fuoco.
Prima che scoccasse il mezzo dì i provetti cucinieri diedero fuoco alla consistente catasta di ramaglie e si preoccupavano di preparare la carne ben condita sulle graticole.
La scorta era consistente perché quelli stomaci erano giovani e affamati.
Alla vista della fiamma che si levava divincolandosi nel vento e al crepitare del secco legname, l’adunata si completò in pochi minuti e sui carboni ardenti furono collocate le graticole pingui di cibarie.
L’allegria di complimenti i primi bicchieri di buon rosso casareccio saliva alle stelle in quel fracasso di voci umane e di animali.
Solo una bomba poteva essere essere udita.
All’improvviso uno scoppio che somigliava a quello di una bomba fece volare in aria in ogni dove i nostri poveri ragazzi, onde evitare di essere investiti da quelle raffiche con pericolosi proiettili si allontanavano e si gettavano a terra.
I cacciatori furono stati cacciati.
Quando il bombardamento delle pietre scoppiate al calore cessò, niente era trovabile, neanche le graticole.

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