L’ombra

AutoreEnricoenricocer@libero.it.
Titolo: Ode a Mary Quant.

Un grido nel Sahara
un grido d’ombra
una bestemmia di foglie nere
si unisce alle dune
germoglia prima del ghibli
un’ombra che macchia il bruno sudore tuareg
che frantuma le ali del giorno
nella festa di stoffe adamitiche
nel colore sabbioso
degli occhi del muso della barba delle corna della capra
l’ombra uno sparo
l’odore di polvere di sangue
accompagnano il triste uadi
escono a frotte dai nodi di lana le paure vocianti
escono claudicanti
dal verde mare
tarde madri figli spezzati resti di sogni (?)
bohemiens romei poeti zulù
salmodiando imprecando pregando
l’ombra fatta fuoco
divora il ciarpame
le tende
sudano di febbre
scorre nudo il sapore dell’odio
fresco d’erba
di rugiada di latitudini umane
tergiversa il cammello (il dromedario)
tenda la cruna
si fa fune corda filo refe
l’ombra sussulta
respira vomita inghiotte
le mosche le moschee di carta
i versetti (non satanici)
la follia di Tolstoj
appena resinata dal fuoco
di carne dolciastro
nel ritorno del bianco spessore di sabbia di flussi di sole di sale-capra
nell’ombra dall’ombra
il vagito
del fuoco
la vita
uadi in rossa piena
pescci-cammelli pesci-uomini pesci-capre pesci-ombra
pesci che boccheggiano
succhiando lacerti vivi
arsi dal fuoco
inseguiti dall’ombra
che brucia
che grida
che spara spara spara spara
luce rossa luce rossa
proiettili di cera di occhi di oro di fame
languida turista
consunta da dissenteria da mosche caldo fuoco
ombra bianca arsa nello chador
raschiata da mani senza memoria
da ombre da più ombre
e sabbia e uadi e capre.

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